La grande scrittrice tedesca, punto di riferimento della letteratura europea del secondo ‘900, elabora un romanzo dell’amicizia, del rapporto fragile e desiderato con gli altri, dell’abbandono della città e del ritrarsi in campagna.
Recita estiva è anche un bilancio dolente e sensibile di quella generazione che più ha avvertito il richiamo dell’utopia e dell’immaginazione.
“Fu in quell’estate straordinaria. Sapevamo solo che volevamo stare insieme. Ci accadeva di chiederci in qual modo, un giorno, avremmo pensato a quegli anni, cosa avremmo raccontato a noi e agli altri. Ora…la vita è di nuovo governata dal ricordo. Allora, così ci esprimiamo oggi, abbiamo vissuto”
C. W.